scrittura creativa, venezia, voce di donna

Cavallettere | antologia di racconti

Qualcuno dovrebbe spiegare perché, quando si avvicina Natale, i giorni accelerano e le settimane svaniscono. Ho iniziato a scrivere quest'articolo il 27 ottobre, giorno in cui è stata scattata la foto, e mi ritrovo al 21 novembre senza sapere cosa ho fatto nel mentre. O meglio, potrei dire le singole cose che sono successe, però,… Continua a leggere Cavallettere | antologia di racconti

I miei premi, poesia, riflessioni, scrittura creativa, voce di donna

Scrivere quando non puoi essere letto

Nell'ultima settimana mi sono arrivate un'antologia con un mio racconto e una pergamena (che, tra l'altro, ho tagliato aprendo la busta, pensando contenesse un libro che aspettavo). E dunque? Ho preso atto e ho continuato a lavorare. Che senso ha avere scritto, essere stati scelti, vedere il proprio nome stampato se poi nessuno ascolta le… Continua a leggere Scrivere quando non puoi essere letto

poesia, scrittura creativa, voce di donna

La quinta stagione

Il gatto non è un animale domestico ma semi-domestico. Sparisce per giorni se può va a cacciare e quando lo chiami forse risponde oppure apre un occhio e si lecca la coda. Così - pensavo stanotte in un attacco di insonnia insensata - l’uomo non è un animale sociale, ma semi-sociale. Quando è da solo… Continua a leggere La quinta stagione

I miei premi, scrittura creativa, voce di donna

Della memoria e della carta, in un castello diroccato

Che effetto fa essere pubblicati? Ancora non l’ho capito, ma, sentendo vibrare le voci di anziane signore o di giovani donne - e di uomini, certo - mi sono detta: non è lo stesso per tutti. Una donna sulla sessantina, capello brizzolato e voce rotta, ha affidato alla carta la storia che suo padre le… Continua a leggere Della memoria e della carta, in un castello diroccato

I miei premi, scrittura creativa

Quando ci si vergogna di scrivere

Cosa significa poi scrivere? Sottrarsi alla vita, in una bolla protetta, sospendere il tempo, rimandare l'idea della morte? Oppure esplicitare un'attività completamente raziocinante, esporre idee, sviluppare concetti, mettere ordine nel caos del mondo? O ancora solleticare la vanità, costruirsi un'identità imbellettata, giocare con arzigogoli e trovate d'effetto in attesa di un futuro riconoscimento? Non lo… Continua a leggere Quando ci si vergogna di scrivere