poesia

Tango de Navidad

Anche quest’anno
sono intasate le vetrine
di dolci fichi datteri
e di berretti rossi

Ancora non ho mangiato un panettone
né brindato alla salute
né giocato a tombola

Mi trovo sospesa
tra i desideri e gli auspici
e so cosa non voglio

Non ho bisogno di nemici archetipici
i politici
né di nutrirmi d’ansia tre volte al dì
col TG
Non voglio discussioni infiammate
graffiate urlate
né prendere posizione
su una triplice iniezione

Ecco il mio antidoto
a paure e restrizioni:
è fatto di acqua e terra
silenzi pause attese
La posologia è così

Uno
ascoltare sempre
corpo respiro e compas
tralasciare il wi-fi
e cercare con l’altro la connessione
corpo e respiro e cuore

Due
abbracciare senza paura y sin miedo
che siamo soli su questo pianeta
a meno che non ci facciamo
costellazione, conglobando in noi
luce, centro, tatto
petti pulsanti
nane bianche tra giganti rosse

Tre
seguire il flusso
olio di mandorle e noce moscata
e accogliere e proporre e scorrere
nell’abbraccio, nei corpi, nel suono

Quattro
attendere
e se la musica è finita
lasciarla risuonare ancora un po’

Cinque
ringraziare
perché non è da tutti
regalare un frammento
di galassia in espansione

Anche quest’anno è Natale
non ho fatto albero e presepe.
Quando ballo il tango, però,
mi sento leggera, e grata, e umana.

3 pensieri su “Tango de Navidad”

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